I VARI TIPI DI CATARATTA
Col tempo, la struttura del cristallino tende a variare, per cause ancora in parte imprecisate, perdendo la trasparenza. Quando tale perdita di trasparenza arriva al punto di diventare grossolanamente visibile o di dare un calo della vista, si parla di CATARATTA.
Questo processo in genere è lento nella sua insorgenza e nella sua progressione.
E' opportuno dire che una cataratta può però anche insorgere, in alcuni casi, in maniera rapida. Ciò avviene per lo più dopo traumi, malattie metaboliche, uso di farmaci (soprattutto cortisone), ed esposizione a radiazioni.
Una cataratta può essere presente anche nei bambini, talvolta anche nei neonati, in genere a seguito di malformazioni od anomalie genetiche.
Come detto in precedenza, la partecipazione delle varie zone del cristallino al formarsi delle opacità è un fenomeno che viene sfruttato per un tipo di classificazione.
Distingueremo quindi:
- Cataratta nucleare se è coinvolto principalmente il nucleo del cristallino;
- Cataratta corticale se è coinvolta principalmente la corteccia del cristallino;
- Cataratta sottocapsulare, soprattutto posteriore, se è coinvolta principalmente la capsula.
Esistono ovviamente forme miste, come ad esempio la cataratta cortico-nucleare e la cataratta totale.
Questa distinzione in vari tipi non è solo accademica: i disturbi visivi e (molto relativamente) le difficoltà tecniche legate all'intervento sono legate infatti al tipo di cataratta.
Senza entrare in disquisizioni troppo tecniche, basti dire per esempio che i soggetti con cataratta prevalentemente nucleare vedono in genere meglio la sera, quando col buio la pupilla si dilata e i raggi riescono a passare per la zona periferica del cristallino, più trasparente.
Ai soggetti con cataratta corticale capita esattamente il contrario: vedono meglio di giorno quando, con la luce, la pupilla ristretta lascia passare i raggi luminosi solo per il centro del cristallino, più trasparente della periferia. Esistono ovviamente infinite forme intermedie.
Anche la messa a fuoco del cristallino risente delle modificazioni indotte dalla cataratta. Infatti, con l'aumento delle opacità del cristallino aumenta anche il suo indice di refrazione, cioè il suo potere come lente. A seconda delle zone del cristallino prevalentemente interessate, esso può aumentare o diminuire il suo potere diottrico.
In genere (ma è solo una esemplificazione), i soggetti con cataratta nucleare tendono a diventare più miopi (o meno ipermetropi), quelli con cataratta prevalentemente corticale a diventare più ipermetropi (o meno miopi).
Un discorso a parte merita la cataratta sottocapsulare posteriore, che può insorgere naturalmente ma anche in seguito alla assunzione di farmaci (ad es. cortisonici), od a malattie oculari. Tale cataratta insorge in un punto del cristallino molto importante, il punto nodale, dove convergono tutti i raggi luminosi provenienti dall'esterno prima di proiettarsi sulla retina.
E' intuitivo capire che anche una piccola opacità in questo punto crea grossi disturbi visivi, perché interessa pressoché tutti i raggi luminosi indipendentemente dalle condizioni esterne.
Ecco perché anche una piccola cataratta sottocapsulare posteriore può far vedere peggio di una cataratta cortico-nucleare anche avanzata ma omogenea