FILTRANTI PER IL SOLE 
Questa categoria di filtri è stata ben regolamentata dalla comunità europea che ne ha classificato il grado di efficacia ed il campo di utilizzo. Su ogni occhiale da sole venduto nella comunità europea deve essere applicato un cartellino riportante la dicitura marchio CE e il riferimento alla norma UNI EN 1836:2008 che ne attesta il grado di protezione. Tale norma prevede le seguenti caratteristiche:
Deve essere presente la scritta 100% UV che indica una protezione sia dai raggi UVB e sia da quelli UVA.
Deve avere delle lenti che coprano fino alle sopracciglia e, ai lati, fino al bordo del viso. In acqua e sulla neve si devono indossare occhiali con le alette di protezione laterale.
Lepossono errere sia di plastica sia di vetro. Per chi fa sport, la plastica e' piu' resistente.
Le lenti devono avere un adeguato grado di oscuramento a seconda dell'utilizzo che se ne fa'.
Ad esempio, lenti troppo scure non vanno bene per guidare o lavorare perche' non danno una percezione esatta del paesaggio circostante.
Lenti di colore fucsia, azzurre o rosa alterano il colore e non assicurano una buona protezione.
Lenti grigie , marroni e verdi sono le migliori per difendersi dalla luce intensa. Le lenti gialle consentono una visione molto nitida.
Non e' vero che piu' la lente e' scura, maggiore e' la protezione.
Gli occhiali da sole devono riportare in etichetta il grado di protezione che offrono espresso con un numero che corrisponde a una categoria:
0 (zero) significa che le lenti lasciano passare l'80% dei raggi solari;
1 (uno) significa che le lenti proteggono dall'abbagliamento, ma non proteggono da circa il 43-80% dei raggi solari;
2 (due) significa che le lenti lasciano filtrare circa il 18-43% dei raggi solari;
3 (tre) significa che le lenti lasciano filtrare circa il 20% dei raggi solari.
Lenti di categoria 2 oppure 3 vanno bene nella maggior parte dei casi e si possono usare anche per guidare.
Esiste anche la categoria 4 (quattro) che e' perfetta in situazioni estreme come per esempio sui ghiacciai, pero' non va bene per guidare.
Qui potrete scarica la normativa UNI in oggetto
Queste colorazioni o per meglio dire queste pigmentazioni, vengono impiegate generalmente in presenza di patologie retiniche o disturbi visivi legati ad alterazioni delle strutture pre-retiniche. Infatti, trovano impiego nella retinite pigmentosa, l'albinismo, il nistagmo, la retinopatia diabetica, la maculopatia, la distrofia dei coni, l'albinismo oculo-cutaneo, ecc ecc.
ULTIMO AGGIORNAMENTO 01-07-2008
giunge ha noi ha non solo la componente dello spettro visibile ma anche la componente ultravioletta e la componente infrarossa. La parte UV, quella che ha noi interessa, per la maggior parte è assorbita dall'atmosfera terrestre che letteralmente la filtra. Tutti ormai conosciamo la questione del buco dell'ozono e il conseguente assotigliamento dell'atmosfera. Ne consegue che i raggi ultravioletti non vengono più adeguatamente filtrati. 