OBIETTIVO = CORNEA 
L'obiettivo della nostra macchina fotografica, cioè l'ottica primaria, è assimilabile alla nostra cornea, infatti, entrambi contribuiscono a alla formazioni di immagini nitide. Come la lente fronatale, quella che fornisce la maggior parte del potere diottrico all'obiettivo, anche la cornea contribuisce a fornire circa il 60% del potere diottrico complessivo dell'occhio.
SISTEMA AUTOFOCUS= CRISTALLINO
Nell'obiettivo della macchina fototgrafica, oltre alla lente forntale primaria (la cornea) vi è un gruppo di lenti mobili che, azionate dall'operatore, servono a variare la distanza focale dell'obiettivo e quindi la messa a fuoco di oggetti a varie distanze. Nel nostro occhio tale compito viene svolto dal Cristallino che, comandato da stimoli cerebrali del tutto automatici e velocissimi, ci permettono di vedere ben a fuoco ogetti posti a varie distanze. Se si immagina che nel passare dalla visione da lontano, ad esempio guardando una barca in mezzo al mare, a quella da vicino, tipo per guardare l'orario sul nostro orologio da polso, possiamo notare che non vi è alcuna latenza (ritardo) nella messa fuoco e quindi di qunato sia velocissimo e automatico tale meccanismo. Se la stessa prova la facessimo con una modernissima e velocissima macchina fotografica autofocus noteremmo sempre un certo intervallo tra la visione nitida da lontano a quella da vicino, tempo cioè che l'elettronica della macchina deve impiegare per poter adattare il sistema autofocus.
Altro elemento fondamentale in un apparecchio fotografico è il DIAFRAMMA. Questo meccanismo regola l'intensità della luce che entra in macchina e che andrà a colpire la pellicola. Quando ci troveremo in condizioni di abbondante luce, come una bella giornata al mare, per eseguire delle buone fotografie dovremo restringere il diaframma mentre, in condizioni di scarsa luminosità, dovremo aprire il diaframma per catturare quanta più luce possibile. Nel nostro occhio tale funzione, cioè quella di regolare la luce, la svolge l'IRIDE cioè la parte colorata del nostro occhio. L'iride delimita la Pupilla cioè quel foro nero al centro della parte colorata. Anche questo meccansimo di apertura (midriasi) e restringimento (miosi) dell'iride non è volontario ma viene comandato da un complesso sistema regolato dal cervello. Semplificando diremo che in presenza di luce normalmente la pupilla si restringe mentre in condizioni di scarsa luminosità questa si dilata.
Dopo che la luce è entrata nella macchina attraverso l'obiettivo, focalizzata dal sistema autofocus, regolata nella sua intensità dal diaframma, va a colpire la pellicola. Qui elementi fotosensibile contenuti al suo interno, per una reazione fotochimica, genereanno, dopo l'ovvio sviluppo, delle immagini nitide degli oggetti fotografati. Similmente nel nostro occhio la luce che colpisce in successione la cornea, il cristallino, prima di essere a passata attravero la pupilla, giunge a fuoco sulla retina scatenando una serie di processi fotochimici che a loro volta, genereranno degli impulsi elettrici, Tali impulsi giungeranno alla corteccia cerebrale deputata alla visione, attraverso il nervo ottico, dove verranno elaborati dal cervello in immagini.
Le due immagini che giungono dai nostri occhi al cervello (una per l'occhio destro e una per l'occhio sinistro ) vengono elebaorate e fuse in un'unica immagine nitida. Ne consegue che gli occhi devono avere un potere di messa fuoco (quindi esenti da difetti refrattivi) qunto più simile possibile tra loro per
Ultimo aggiornamento 23/07/2008

