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Topografia Corneale Computrizzata

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immagini cornea

T.C.C.

La cornea rivestita dal film lacrimale costituisce la prima superficie ottica del globo oculare ed è responsabile di circa i due terzi del potere ottico totale. E' evidente, quindi, come le lenti a contatto o la chirurgia refrattiva  possano modificare le caratteristiche refrattive dell'occhio. La modificazione della geometria corneale, congenita o acquisita, fisiologica o patologica è responsabile di cambiamenti della qualità della visione. Lo studio della morfologia corneale, quindi, ha sempre suscitato un notevole interesse sia in campo medico che in quello  contattologico.

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Possiamo distinguere metodi di indagine quantitativo/qualitativo

disco di placidoTra i metodi qualitativi possiamo citare la cheratoscopia col disco di Placido. Questo è un strumento  dove vi sono disegnati dei cerchi concentrici di colore bianco alternati ad altri di colore nero. Nel centro è posto un foro attraverso il quale l'osservatore rileverà l'immagine che si riflette sulla superficie corneale. L'andamento di regolarità e la distanza tra i cerchi determinano le caratteristiche  morfologiche corneali.

La fafoto-cheratoscopia è un'ulteriore evoluzione della tecnica e consistente immagine anelli cheratoscopicinella fotografia dell'immagine riflessa dalla cornea  degli anelli di appositi cheratoscopi

 

Il vantaggio di una documentazione fotografica delle condizioni corneali permette di valutare meglio  e di monitorare i cambiamenti della cornea in presenza di patologie quali il cheratocono o in contattologia per valutare i cambiamenti di curvatura indotti, appunto, dalle lenti a contatto.

 

I metodi d'indagine quantitativi comprendono l'oftalmometria e la cherato-scopia computerizzata. oftalmometro

La prima si avvale dell'oftalmometro cioè di uno strumento capace di rilevare la curvatura della cornea nella porzione dei 3-4 mm centrarli cioè solo il 6-7% dell'intera superficie. Con una formula matematica si converte il raggio di curvatura  ottenuto dall'oftalmometro in Diottrie cioè l'unità di misura del potere refrattivo. Tutti gli oftalmometri oltre alla scala in millimetri per il raggio di curvatura portano anche la scala in Diottrie

 

 

La ricerca verso metodi di cheratoscopia o topografia sempre più accurate e affidabili, la necessità di analizzare l'intera superficie corneale e non solo la parte centrale,  ha spinto i ricercatori a sfruttare immagini del disco di Placido, in qui,  come già detto, l'immagine riflessa copre quasi l'intera superficie corneale, elaborandole con appositi algoritmi. L'acquisizione dell'immagine cheratoscoimmagine topografo cornealepica del disco avviene grazie ad un sistema di videocamera (CCD). I sistemi oggi in commercio possono essere divisi fondamentalmente in topografi a grande o a piccola distanza. I primi utilizzano un immagine ad anelli posizionati su un cono luminoso di dimensione relativamente grande che è posto a circa 10 cm dalla cornea. Questa distanza a volte fa sì che le arcate orbitarie, il naso e le ciglia possano in parte ostacolare la riflessione degli anelli sulla superficie corneale.  I topografi a piccola distanza utilizzano dei coni di piccola dimensione che riescono ad avvicinarsi a pochimmagine topografiai millimetri di distanza dalla cornea riducendo, quindi, i fenomeni di interferenza delle strutture pericorneali. La differenza sostanziale tra i due sistemi è che in quelli a grande distanza viene processata una minore quantità di superficie corneale mentre in quelli a piccola distanza la superficie è quasi tutta eleborata. L''immagine cheratoscopica, una volta acquisita dal computer, viene analizzata grazie a particolari  algoritmi che possono variare a seconda della casa produttrice ma che forniscono comunque risultati sovrapponibili.

 

I dati calcolati possono essere rappresentati  a schermo o con mappe numeriche, come linee di profilo bi o tridimensionali o, più comunemente, come mappe  acolori. Quest'ultima è la rappresentazione più comune e si ispira alle rappresentazioni delle cartine geografiche dove i colori freddi (blu – celeste ) rappresentano zone piatte ( si pensi la mare che  è rappresentato appunto in blu) mentre i colori caldi (marrone – rosso) rappresentano zone più curve (colline -montagne) 

Da  quanto detto fin ora  si comprende come laimmagine topografia post prk topografia corneale abbia suscitato il notevole interesse dei contattologi. Infatti, la possibilità di poter disporre di una mappa corneale in un calcolatore elettronico ha spinto la ricerca a simulare l'appoggio e  il comportamento  di una lente a contatto della cornea dopo colorazione con fluoresceina. In pratica molti topografi sono dotati di un software che permette di simulare il comportamento sull'occhio di un ipotetica lente calcolata in base a precisi nomogrammi. È possibile decidere il tipo di geometria, sferica o multisferica della lente ed il tipo di applicazione; inoltre è possibile variare parametri quali diametri, curve ed eccentricità rendendo virtualmente illimitato le possibilità di personalizzazione. Possiamo attualmente disporre di Utilities che consentono di inoltrare l'ordine automaticamente al proprio laboratorio di fiducia che con l'ausilio di torni a controllo numerico potranno realizzare con estrema precisione la lente da noi ipotizzata e simulata al computer.

Da quanto detto appare chiaro che l'impiego della topografia corneale in contattologia possa risultare molto utile nella scelta della lenta a contatto più idonea da applicare e  la possibilità  di evidenziare anche lievi deformazioni corneali  rende questo strumento insostituibile nel monitorare un corretto utilizzo delle lenti a contatto cogliendo precocemente la comparsa di un corneal warpage cioè una deformazione corneale indotta da una lente non corneoconforme. Questa alterazione si rende responsabile, inoltre, di astigmatismi irregolari e di applicazioni problematiche e, a volte, può spiegare gli insuccessi della chirurgia refrattiva a cui sempre più frequentemente i portatori si sottopongono.

Il nostro centro è dotato di un  moderno topografo  per la valutazione del profilo corneale, per la simulazione di lenti a contatto ed infine per la valutazione aberrometrica della cornea

 

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